lunedì 2 gennaio 2012

E' in vigore il decreto sfollacarceri del Governo: la soluzione per i penitenziari lager è ancora lontana

Iniziativa positiva , ma non risolutiva dell'Esecutivo. Con il decreto legge del 22 dicembre 2011/211 , entrato in vigore il 23 dicembre scorso , si fa un piccolo passo verso la soluzione del problema carcerario italiano .
Tre sono gli elementi del provvedimento.
Per i condannati a pena definitiva, vi è la possibilità di poter ottenere il beneficio della detenzione domiciliare per gli ultimi 18 mesi di pena , aumentando il limite di 12 mesi , già posto nel 2010 , dalla Legge Alfano.
Si consente che vengano utilizzate le celle di sicurezza per gli indagati che devono essere sottoposti a processi per direttissima.
Infine , si mettono in campo poco più di 57 milioni di euro per opere di edilizia penitenziaria.
La battaglia contro i penitenziari -lager è però solo all'inizio.
Con la detenzione domiciliare estesa si calcola che potranno esserci circa 3000 beneficiari che diversamente sconteranno la pena : ovviamente da questi numeri non può esserci soluzione al problema , laddove com'è noto, nei 206 istituti penitenziari vi sono 67104 detenuti contro i 45647 ospitabili .
Per quanto riguarda l'uso delle celle di sicurezza, non sembra che vi sia sensibilità sull'attuale stato in cui versano queste strutture, poste presso Commissariati e Caserme dei Carabinieri : molto spesso non hanno chiusure che ostacolino il passaggio di aria dall'esterno , risultando strutture inadeguate alla lunga permanenza dei giudicandi .  Il rischio è quindi di passare dalla detenzione in penitenziari lager a quella in celle di sicurezza ...freezer.
Sicuramente è positivo l'investimento previsto in strutture penitenziarie : in assoluto , però possono solo costituire una prima tranche di un intervento che si pone come assolutamente consistente in termini finanziari.
Non basta tra l'altro costruire nuovi istituti, occorre investire in progetti di assunzione di polizia penitenziaria e soprattutto, educatori, indispensabili per la fase riabilitativa dei detenuti.
Ma in tempi di tagli alla spesa pubblica , sembra difficile poter sciogliere questi nodi.