martedì 18 dicembre 2018

Imposta di registro. Avviso di liquidazione nullo se non è allegato il provvedimento

LA CASSAZIONE ASSESTA UN COLPO ALL'AGENZIA DELLE ENTRATE.

TSUNAMI DI RICORSI IN VISTA !

dell'Avvocato Ciro Renino






 L'imposta di registro sui provvedimenti giudiziari non è un tributo molto amato : si tratta dell'importo che l'utente deve versare all'Agenzia delle Entrate per i provvedimenti giudiziari soggetti a registrazione.

La cassazione civile Sez. VI , con l'ordinanza n. 29491 del 16/11/2018, concede un 'arma importante a favore del contribuente : se l'Autorità Finanziaria non allega all'avviso di liquidazione il provvedimento tassato , l'avviso stesso è nullo.

La decisione è destinata a produrre un filone importante di ricorsi dinanzi alle Commissioni Tributarie ed a modificare radicalmente la prassi operativa dell'Ente impositore. 
La stragrande maggioranza degli avvisi di liquidazione in questione viene infatti notificata senza alcun atto allegato , limitandosi l'Agenzia ad indicare gli estremi essenzialissimi dei provvedimenti giudiziari.




venerdì 30 novembre 2018

Processo del Lavoro . La domanda di pagamento della differenza retributiva assorbe la domanda di accertamento del rapporto lavorativo irregolare

LAVORO AL NERO : LA RICHIESTA DI PAGAMENTO DELLA RETRIBUZIONE PRESUPPONE LA  DOMANDA DI ACCERTAMENTO DEL RAPPORTO DI LAVORO . 

dell'Avvocato Ciro Renino



  Il Tribunale di Napoli , Sezione Lavoro, doveva decidere in merito ad un'eccezione di inammissibilità della domanda posta dal datore di lavoro che riteneva non rituale la richiesta di  pagamento di differenze di retribuzione , non preceduta da una domanda di accertamento del rapporto di lavoro sussistente tra le parti. Il Giudice del Lavoro, Dottor Vargas, ha risolto a favore del lavoratore la questione, nella sentenza emessa il 29/5/2018, numero 3929/2018. 
   
Così si legge in motivazione :" Può ritenersi implicitamente presupposta nella richiesta di condanna al pagamento delle differenze retributive quella di accertamento della sussistenzadi un rapporto di lavoro subordinatotra le parti, tenuto conto delle deduzioni contenute nel ricorso introduttivo".

mercoledì 14 novembre 2018

15 novembre , ore 11.15 , Renino & Partners Avvocati in diretta su RAI 2

Giancarlo Magalli intervista l'Avvocato Ciro Renino nella trasmissione " I Fatti Vostri" , su RAI 2









lunedì 12 novembre 2018

Muore il calciatore nel torneo : è responsabile l'associazione sportiva organizzatrice


CORTE DI CASSAZIONE  : SE L'ASSOCIAZIONE SPORTIVA ORGANIZZATRICE DELL'EVENTO NON CHIEDE IL CERTIFICATO MEDICO , RISPONDE DELLA MORTE DEL CALCIATORE

dell'Avvocato Ciro Renino




La Suprema Corte di Cassazione Civile, sezione III, nella sentenza del 13/07/2011,  n. 15394, non esita a sanzionare le associazioni sportive amatoriali che organizzano eventi sportivi : se non pretendono l'esibizione di idoneo certificato medico dai partecipanti , rispondono del danno e devono risarcire anche in caso di morte. 
In effetti è pratica comune organizzare tornei di calcio e calcio a cinque , in cui la spinta competitiva ed agonistica non è così forte. Meno comune è pretendere dai partecipanti certificati medici attestanti l'idoneità alla pratica sportiva agonistica. 
Ed in effetti in questi casi l'organizzatore si assume una responsabilità non indifferente. 
In caso di morte od altro grave danno , rispondono in prima persona l'associazione sportiva e gli organizzatori.
Questo il testo integrale della massima : "L'associazione sportiva organizzatrice di un evento competitivo agonistico è responsabile per non avere predisposto un regolamento del torneo con la previsione dell'obbligo di visita medica o per non avere detta associazione sottoposto a visita medica il giocatore, o quantomeno chiesto idonea e adeguata certificazione medica ai fini della partecipazione a detto torneo. La responsabilità per l'omesso accertamento all'idoneità sportiva comporta il sorgere della responsabilità (anche ex art. 2049 c.c., per la condotta omissiva del proprio personale), qualora sia accertato che, ove tali adempimenti fossero stati eseguiti, con elevata probabilità il giocatore non avrebbe potuto partecipare alla gara e non sarebbe deceduto, con consequenziale obbligo al risarcimento dei danni, così come stabilito dalla Corte di merito".


venerdì 2 novembre 2018

Il padre non paga l'assegno e non frequenta il minore: condannato a risarcire per oltre 40.000 madre e figlio


IL TRIBUNALE DI NAPOLI DETERMINA IN 100 EURO AL MESE IL DANNO SUBITO DAL MINORE PER INSUFFICIENTE FREQUENTAZIONE 

dell'Avvocato Ciro Renino



Immagine di repertorio




Con la sentenza numero  n. 9495/2018, emessa oggi , il Giudice monocratico del Tribunale di Napoli, Dottor Magistro, ha dovuto affrontare e decidere un problema decisamente sentito nell'ambito dei rapporti familiari o meglio , quando vi è appunto carenza di questi stessi.

Nel caso in questione il padre, dopo la separazione coniugale , aveva omesso di pagare il mantenimento a favore del figlio minore e lo aveva frequentato poco e male. 
Per questo motivo era stato già condannato dal Tribunale penale di Napoli per violazione dell'articolo 570 cp. 
Il Tribunale civile era stato allora incaricato, per azione intrapresa dallo studio Renino & Partners Avvocati , di determinare l'importo del risarcimento dovuto dal genitore colpevole. 
Per quanto riguarda il mancato pagamento dell'assegno di mantenimento , pari ad euro 350, il Tribunale ha stimato che il danno non patrimoniale , il pretium sceleris sia pari all'importo non versato e quindi viene determinato come pari ad euro 350 al mese. 
Per la frequentazione irregolare, il Tribunale partenopeo ha determinato che il danno è pari ad euro 100 mensili. 
Sul punto il Dottor Magistro così motiva :" Inoltre, va tenuto conto che il Signor V. (..) si è recato almeno una volta all’anno per fare visita al figlio, come dichiarato proprio dalla Signora I. e che il V. telefona ogni tanto" .
Complessivamente il padre è stato condannato quindi a versare , per 11 anni di violazioni, al pagamento, 41554.98. 
La vertenza , oltre che dal titolare dello studio è stata curata dalle Avvocatesse Guglielmina De Tommaso e Chiaralisa Uttieri. 


giovedì 13 settembre 2018

L'ultima riforma non salva il coniuge che non paga l'assegno divorzile !


LA VIOLAZIONE PERPETRATA PRIMA DI MARZO 2018 CONTINUERA' AD ESSERE PUNITA FINO AD UN ANNO DI RECLUSIONE 

dell'Avvocato Ciro Renino






Il Decreto Legislativo 21/2018, articolo 7, comma 1, punto b), ha abrogato l’articolo 12 sexies della legge 1/12/70, numero 898 , ma ha anche contestualmente introdotto nell’ordinamento l’articolo 570-bis cp .
Si tratta di abrogatio sine abolitione .
Ed infatti la medesima condotta già prevista e punita dall’articolo 12 sexies della legge 898 del 1/12/70 , coincide con la fattispecie astratta di cui all’articolo 570-bis cp.
Ed infatti , l’articolo 12 sexies della legge 898/70, puniva “ Il coniuge che si sottrae all'obbligo di corresponsione dell'assegno” divorzile, l’articolo 570 –bis cp  sanziona il “coniuge che si sottrae all’obbligo di corresponsione di ogni tipologia di assegno dovuto in caso di scioglimento, di cessazione degli effetti civili del matrimonio”.
Si tratta evidentemente della stessa condotta.
In entrambi i casi le pene applicabili sono quelle di cui all'articolo 570 cp .

sabato 14 luglio 2018

Un precedente importante. Renino & Partners Avvocati , da sempre per il rispetto delle regole


In vacanza con la " 104 "? Il licenziamento è misura sproporzionata



DECISIONE CONTROCORRENTE DELLA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE : REINTEGRATA UNA DIPENDENTE DELLE POSTE ITALIANE CHE AVEVA USUFRUITO DEL PERMESSO CONSENTITO DALLA LEGGE 107/1992.


dell'Avvocato Ciro Renino *




Con la sentenza numero 18744/18 depositata il 13 luglio di quest'anno la Corte di Cassazione ha " graziato" una dipendente delle Poste Italiane spa che aveva utilizzato sei giorni di permesso, consentiti dalla legge 104/1992 per godere di un periodo di vacanza all'estero.
Secondo la Suprema Corte, che ha in realtà confermato le decisioni già favorevoli alla dipendente in primo e secondo grado, non vi è stata da parte della Corte d'Appello "la violazione e falsa applicazione degli artt. 2104, 2105, 2106, 2119 cod. civ. in combinato disposto con l'art. 56, punto VI, lett. c), k) del c.c.n.l. Poste del luglio 2007 (art. 360, n. 3, cod. proc. civ.).
Com'è noto la legge 104 del 1992 consente al lavoratore di poter usufruire di permessi per poter accudire un familiare versante in gravi condizioni di salute .
La Corte ha in sintesi confermato che il comportamento della lavoratrice va sì sanzionato, ma non con il licenziamento, misura non proporzionata alla violazione.
E' una decisione obiettivamente controcorrente dei Giudici di legittimità , fino ad oggi particolarmente severi nel valutare gli abusi di utilizzo della legge in oggetto. Un CCNL assai benevolo sul punto ha costituito un vantaggio per la dipendente.

* Titolare di Renino & Partners Avvocati

martedì 3 luglio 2018

Migrazioni e diritto -3 . Ecco il testo conclusivo approvato dall'ultimo Consiglio Europeo in tema di migranti


Bruxelles . Ecco il documento integrale approvato sul dossier migrazione al termine dei lavori dal Consiglio Europeo.

MIGRAZIONE 

1. Il Consiglio europeo ribadisce che il buon funzionamento della politica dell'UE presuppone un approccio globale alla migrazione che combini un controllo più efficace delle frontiere esterne dell'UE, il rafforzamento dell'azione esterna e la dimensione interna, in linea con i nostri principi e valori. È una sfida, non solo per il singolo Stato membro, ma per l'Europa tutta. Dal 2015 è stata posta in essere una serie di misure ai fini del controllo efficace delle frontiere esterne dell'UE. Si è ottenuto in tal modo un calo del 95% del numero di attraversamenti illegali delle frontiere verso l'UE rilevati rispetto al picco registrato nell'ottobre 2015, anche se i flussi hanno ripreso a crescere di recente sulle rotte del Mediterraneo orientale e occidentale. 

2. Il Consiglio europeo è determinato a proseguire e rafforzare questa politica per evitare un ritorno ai flussi incontrollati del 2015 e contenere ulteriormente la migrazione illegale su tutte le rotte esistenti ed emergenti.
3. Per quanto riguarda la rotta del Mediterraneo centrale, dovrebbero essere maggiormente intensificati gli sforzi per porre fine alle attività dei trafficanti dalla Libia o da altri paesi. L'UE resterà al fianco dell'Italia e degli altri Stati membri in prima linea a tale riguardo. Accrescerà il suo sostegno a favore della regione del Sahel, della guardia costiera libica, delle comunità costiere e meridionali, di condizioni di accoglienza umane, di rimpatri umanitari volontari, della cooperazione con altri paesi di origine e di transito, nonché di reinsediamenti volontari. Tutte le navi operanti nel Mediterraneo devono rispettare le leggi applicabili e non interferire con le operazioni della guardia costiera libica.
4. Riguardo alla rotta del Mediterraneo orientale, sono necessari ulteriori sforzi per attuare pienamente la dichiarazione UE-Turchia, impedire nuovi attraversamenti dalla Turchia e fermare i flussi. L'accordo di riammissione UE-Turchia e gli accordi bilaterali di riammissione dovrebbero essere pienamente attuati in modo non discriminatorio nei confronti di tutti gli Stati membri. È necessario compiere con urgenza maggiori sforzi per assicurare rapidi rimpatri e prevenire lo sviluppo di nuove rotte marittime o terrestri. La cooperazione con i partner della regione dei Balcani occidentali e il sostegno agli stessi rimangono essenziali per scambiare informazioni sui flussi migratori, prevenire la migrazione illegale, aumentare le capacità di protezione delle frontiere e migliorare le procedure di rimpatrio e riammissione. In considerazione del recente aumento dei flussi nel Mediterraneo occidentale, l'UE sosterrà, finanziariamente e in altro modo, tutti gli sforzi compiuti dagli Stati membri, in special modo la Spagna, e dai paesi di origine e di transito, in particolare il Marocco, per prevenire la migrazione illegale.
5. Per smantellare definitivamente il modello di attività dei trafficanti e impedire in tal modo la tragica perdita di vite umane, è necessario eliminare ogni incentivo a intraprendere viaggi pericolosi. Occorre a tal fine un nuovo approccio allo sbarco di chi viene salvato in operazioni di ricerca e soccorso, basato su azioni condivise o complementari tra gli Stati membri. Al riguardo, il Consiglio europeo invita il Consiglio e la Commissione a esaminare rapidamente il concetto di piattaforme di sbarco regionali, in stretta cooperazione con i paesi terzi interessati e con l'UNHCR e l'OIM. Tali piattaforme dovrebbero agire operando distinzioni tra i singoli casi, nel pieno rispetto del diritto internazionale e senza che si venga a creare un fattore di attrazione.
6. Nel territorio dell'UE coloro che vengono salvati, a norma del diritto internazionale, dovrebbero essere presi in carico sulla base di uno sforzo condiviso e trasferiti in centri sorvegliati istituiti negli Stati membri, unicamente su base volontaria; qui un trattamento rapido e sicuro consentirebbe, con il pieno sostegno dell'UE, di distinguere i migranti irregolari, che saranno rimpatriati, dalle persone bisognose di protezione internazionale, cui si applicherebbe il principio di solidarietà. Tutte le misure nel contesto di questi centri sorvegliati, ricollocazione e reinsediamento compresi, saranno attuate su base volontaria, lasciando impregiudicata la riforma di Dublino.
7. Il Consiglio europeo conviene l'erogazione della seconda quota dello strumento per i rifugiati in Turchia e al tempo stesso il trasferimento al Fondo fiduciario dell'UE per l'Africa di 500 milioni di EUR a titolo della riserva dell'undicesimo FES. Gli Stati membri sono inoltre invitati a contribuire ulteriormente al Fondo fiduciario dell'UE per l'Africa al fine di rialimentarlo.
8. Per affrontare alla radice il problema della migrazione è necessario un partenariato con l'Africa volto a una trasformazione socioeconomica sostanziale del continente africano sulla base dei principi e degli obiettivi definiti dai paesi africani nella loro Agenda 2063. L'Unione europea e i suoi Stati membri devono essere all'altezza di questa sfida. Dobbiamo elevare a un nuovo livello la cooperazione con l'Africa in termini di portata e qualità. A tal fine non occorreranno solo maggiori finanziamenti allo sviluppo ma anche misure intese a creare un nuovo quadro che consenta di accrescere sostanzialmente gli investimenti privati degli africani e degli europei. Particolare attenzione dovrebbe essere prestata all'istruzione, alla salute, alle infrastrutture, all'innovazione, al buon governo e all'emancipazione femminile. L'Africa è un nostro vicino: lo dobbiamo affermare intensificando gli scambi e i contatti tra i popoli di entrambi i continenti a tutti i livelli della società civile. La cooperazione tra l'Unione europea e l'Unione africana è un elemento importante delle nostre relazioni. Il Consiglio europeo ne chiede lo sviluppo e la promozione ulteriori.
9. Nel contesto del prossimo quadro finanziario pluriennale, il Consiglio europeo sottolinea la necessità di disporre di strumenti flessibili, ad esborso rapido, per combattere la migrazione illegale. I fondi destinati a sicurezza interna, gestione integrata delle frontiere, asilo e migrazione dovrebbero pertanto includere specifiche componenti significative per la gestione della migrazione esterna.
10. Il Consiglio europeo ricorda la necessità che gli Stati membri assicurino il controllo efficace delle frontiere esterne dell'UE con il sostegno finanziario e materiale dell'UE. Sottolinea inoltre l'esigenza di intensificare notevolmente l'effettivo rimpatrio dei migranti irregolari. Riguardo a entrambi gli aspetti, il ruolo di sostegno svolto da Frontex, anche nella cooperazione con i paesi terzi, dovrebbe essere ulteriormente intensificato attraverso maggiori risorse e un mandato rafforzato. Accoglie con favore l'intenzione della Commissione di presentare proposte legislative per una politica europea di rimpatrio efficace e coerente.
11. Per quanto concerne la situazione all'interno dell'UE, i movimenti secondari di richiedenti asilo tra Stati membri rischiano di compromettere l'integrità del sistema europeo comune di asilo e l'acquis di Schengen. Gli Stati membri dovrebbero adottare tutte le misure legislative e amministrative interne necessarie per contrastare tali movimenti e cooperare strettamente tra di loro a tal fine.
12. Riguardo alla riforma tesa a creare un nuovo sistema europeo comune di asilo, notevoli progressi sono stati compiuti grazie all'instancabile impegno profuso dalla presidenza bulgara e dalle presidenze che l'hanno preceduta. Diversi fascicoli sono prossimi alla conclusione. È necessario trovare un consenso sul regolamento Dublino per riformarlo sulla base di un equilibrio tra responsabilità e solidarietà, tenendo conto delle persone sbarcate a seguito di operazioni di ricerca e soccorso. È altresì necessario un ulteriore esame della proposta sulle procedure di asilo. Il Consiglio europeo sottolinea la necessità di trovare una soluzione rapida all'intero pacchetto e invita il Consiglio a proseguire i lavori al fine di concluderli quanto prima. In occasione del Consiglio europeo di ottobre sarà presentata una relazione sui progressi compiuti. (focus/aise) 

mercoledì 27 giugno 2018

Migrazioni e diritto - 2. Consiglio Europeo, che cos'è e come funziona.

 Partiamo dai fatti, parliamo di diritto. 
Domani 28 e dopodomani, 29 giugno, si attendono importanti decisioni dal Consiglio Europeo . Ecco cos'è e come funziona questo Ufficio.


Il Consiglio europeo riunisce i leader dell'UE per definire l'agenda politica dell'Unione europea. Rappresenta il livello più elevato di cooperazione politica tra i paesi dell'UE.
Il Consiglio, una delle sette istituzioni ufficiali dell'UE, si concretizza in riunioni al vertice(di solito trimestrali) tra i leader dell'UE, presiedute da un presidente permanente.

Cosa fa il Consiglio europeo?

  • definisce gli orientamenti generali e le priorità politiche dell'UE, ma non adotta la legislazione
  • gestisce questioni complesse o delicate che non possono essere risolte a livelli inferiori di cooperazione intergovernativa
  • definisce la politica comune estera e di sicurezza dell'UE, tenendo conto degli interessi strategici dell'Unione e delle implicazioni per la difesa
  • nomina ed elegge i candidati a determinati ruoli di alto profilo a livello dell'UE, fra cui la BCE e la Commissione.
Su ciascuna questione il Consiglio europeo può:

Composizione

È convocato e presieduto dal suo presidente, eletto dal Consiglio europeo stesso per un mandato di due anni e mezzo, rinnovabile una volta. Il presidente rappresenta l'UE nei confronti del mondo esterno.

Come lavora il Consiglio europeo?

Di solito si riunisce quattro volte all'anno, ma il presidente può convocare riunioni straordinarie, se necessario.
In generale, adotta le decisioni per consenso, ma in alcuni casi anche all'unanimità o a maggioranza qualificata. Solo i capi di Stato o di governo possono votare.


Quali sono le maggioranze che si devono quindi raggiungere per assumere una decisione ?

Maggioranza qualificata

La maggioranza qualificata (MQ) corrisponde al numero di voti da raggiungere, in sede di Consiglio, per adottare una decisione deliberando in conformità dell'articolo 16 del trattato sull’Unione europea e dell’articolo 238 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea. Nel quadro della procedura legislativa ordinaria, il Consiglio delibera a MQ, in codecisione con il Parlamento europeo.
Il 1° novembre 2014 è stata introdotta una nuova procedura per il sistema di votazione a MQ, la regola della «doppia maggioranza». In questo caso, quando il Consiglio vota una proposta della Commissione o dell’alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, la MQ viene raggiunta qualora siano soddisfatte due condizioni:
  • il 55 % dei paesi dell'Unione europea (UE), ovvero 16 su 28, vota a favore,
  • la proposta è sostenuta da paesi che rappresentano almeno il 65 % della popolazione totale dell'UE.
Quando il Consiglio vota su una proposta non presentata dalla Commissione o dall’alto rappresentante, la decisione è adottata se:
  • il 72 % dei paesi dell'UE vota a favore,
  • se questi rappresentano almeno il 65 % della popolazione totale dell'UE.
Fino al 31 marzo 2017 qualsiasi paese dell'UE può chiedere che una decisione venga presa in conformità con le norme in vigore prima del 1° novembre 2014 (cioè in conformità con le regole definite dal trattato di Nizza).



( Fonte www.europa.eu)


lunedì 25 giugno 2018

Migrazioni e diritto . Punti essenziali del dibattito in vista del prossimo Consiglio Europeo

Partiamo dai fatti, parliamo di diritto.


Tira una pessima aria nel nostro Paese, greve di razzismo . Per renderla più respirabile Renino & Partners Avvocati prova a dare informzioni e dati essenziali sulle tematiche che riguardano il diritto e le migrazioni .

Partiamo dai 10 punti che l'Italia proporrà al prossimo Consiglio Europeo.



1. Intensificare accordi e rapporti tra Unione europea e Paesi terzi da cui partono o transitano i migranti e investire in progetti. Ad esempio la Libia e il Niger, col cui aiuto abbiamo ridotto dell’80% le partenze dal 2008.


2. Centri di protezione internazionale nei Paesi di transito. Per valutare richieste di asilo e offrire assistenza giuridica ai migranti, anche al fine di rimpatri volontari. A questo scopo l’Ue deve lavorare con Unhcr e Oim. Perciò è urgente rifinanziare il Trust Fund Ue-Africa (che ha attualmente uno scoperto complessivo di 500 milioni di euro) che incide anche su contrasto a immigrazione illegale su frontiera Libia-Niger.



3. Rafforzare le frontiere esterne. L’Italia sta già sostenendo missioni Ue (EunaforMed Sophia e Joint Operation Themis) e supportando la Guardia costierra libica, occorre rafforzare queste iniziative.



4. Superare Dublino. Nato per altri scopi è ormai insufficiente. Solo il 7% dei migranti sono rifugiati. Senza intervenire adeguatamente rischiamo di perdere la possibilità di adottare uno strumento europeo veramente efficace. Il Sistema Comune Europeo d’Asilo oggi è fondato su un paradosso: i diritti vengono riconosciuti solo se le persone riescono a raggiungere l’Europa, poco importa a che prezzo.



5. Superare il criterio del Paese di primo arrivo. Chi sbarca in Italia, sbarca in Europa. Riaffermare responsabilità-solidarietà come binomio, non come dualismo. E’ in gioco Schengen.



6. Responsabilità comune tra i Stati membri sui naufraghi in mare. Non può ricadere tutto sui Paesi di primo arrivo. Superare il concetto di “attraversamento illegale” per le persone soccorse in mare e portate a terra a seguito di Sar. Bisogna scindere tra porto sicuro di sbarco e Stato competente ad esaminare richieste d’asilo. L’obbligo di salvataggio non può diventare obbligo di processare domande per conto di tutti.



7. L’Unione europea deve contrastare, con iniziative comuni e non affidate solo ai singoli Stati membri, la “tratta di esseri umani” e combattere le organizzazioni criminali che alimentano i traffici e le false illusioni di migranti.


8. Non possiamo portare tutti in Italia o Spagna. Occorrono centri di accoglienza in più Paesi europei per salvaguardare i diritti di chi arriva ed evitare problemi di ordine pubblico e di sovraffollamento.


9. Contrastare i movimenti secondari. Attuando principi precedenti , gli spostamenti intra-europei di rifugiati sarebbero meramente marginali. Così i movimenti secondari potranno diventare oggetto di intese tecniche tra Paesi maggiormente interessati.



10. Ogni Stato stabilisce quote d’ingresso dei migranti economici. E un principio che va rispettato, ma vanno previste adeguate contromisure finanziarie rispetto agli Stati che non si offrono di accogliere i rifugiati




La posizione degli altri paesi Ue
Il presidente francese Emmanuel Macron insiste sulla necessità che, per risolvere il problema dei migranti, si creino centri chiusi nei paesi di primo sbarco e sanzioni nei confronti dei paesi che si rifiutano di accogliere i migranti.

Questa soluzione è osteggiata dall’Italia, come ha espresso il vicepremier Luigi Di Maio. “L’ipotesi degli hotspot nei paesi di primo sbarco vorrebbe dire ‘Italia pensaci tu’. Non esiste”, ha detto. “I centri vanno realizzati nei paesi di origine e transito e devono essere a guida europea”.
Ma la Libia , principale Pease di transito, ha già detto no a questa possibilità.



La cancelliera tedesca Angela Merkel si è detta favorevole a “intese rapide” per superare la questione dei flussi migratori, ma “solo tra alcuni paesi”.

“Bisogna mettere in campo soluzioni equilibrate e giuste”, ha detto la cancelliera all’arrivo al vertice che si tiene a Bruxelles, al quale hanno recentemente partecipato 16 Stati membri dell’Ue.

Merkel sente la pressione del proprio ministro dell’Interno, Horst Seehofer, mandante di una crisi politica nel governo.

La sua posizione è molto simile a quella prospettata in precedenza da Emmanuel Macron, che aveva detto: “Soluzione a Ventotto o solo tra alcuni Stati”.

  

venerdì 16 febbraio 2018